La gestione di un bar, ristorante o qualsiasi attività di somministrazione di alimenti e bevande comporta il rispetto di specifiche normative igienico-sanitarie. Tra queste, un aspetto fondamentale è l’obbligo di dotare il locale di adeguati servizi igienici per clienti e personale. Ma quali sono i requisiti previsti dalla legge? Scopriamolo in questo articolo, analizzando i riferimenti normativi di base e le principali linee guida.
Obbligo di toilette nei locali di somministrazione: il Regio Decreto n. 1265/1934
L’obbligo di fornire servizi igienici in locali di somministrazione, come bar, ristoranti e pizzerie, è previsto dal Regio Decreto del 27 luglio 1934, n. 1265 (Testo Unico delle leggi sanitarie). Questo regolamento impone che gli esercizi commerciali destinati alla somministrazione di cibi e bevande siano dotati di servizi igienici conformi agli standard igienico-sanitari stabiliti dalle autorità competenti.
Il Regolamento di Igiene dei vari comuni specifica le condizioni necessarie per l’installazione e la manutenzione dei bagni, rendendo obbligatorio il loro utilizzo nei locali in cui è prevista una sosta prolungata dei clienti, come nei casi di servizio ai tavoli. Per esercizi come gelaterie e pizzerie d’asporto, dove il consumo avviene in tempi rapidi e senza servizio ai tavoli, l’obbligo può non sussistere.
Quanti bagni sono necessari?
Il numero di servizi igienici obbligatori per un’attività di somministrazione dipende dal numero di posti a sedere. Le linee guida standard sono le seguenti:
• Fino a 30 posti: 1 toilette.
• Fino a 50 posti: 1 toilette per uomini e 1 toilette per donne.
• Fino a 100 posti: 2 toilette per uomini e 2 toilette per donne.
• Oltre i 100 posti: 1 servizio aggiuntivo per ogni 50 posti aggiuntivi.
Questo tipo di regolamentazione è generalmente gestito a livello comunale o regionale, e può variare in base ai regolamenti urbanistici e sanitari locali. È importante, quindi, verificare con l’ASL o il Comune di competenza i requisiti specifici per la propria zona.
Servizi igienici per disabili: il D.M. 236/1989
Un altro aspetto fondamentale della normativa sui servizi igienici nei locali pubblici riguarda l’accessibilità per le persone con disabilità. In questo contesto, il Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 fissa i criteri tecnici per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici.
Secondo il D.M. 236/1989, i servizi igienici per disabili devono rispettare i seguenti requisiti:
• Dimensioni minime: 180×180 cm.
• Spazio di ingresso: almeno 85 cm di larghezza.
• Porta scorrevole o con apertura verso l’esterno.
• Spazi di manovra: il trasferimento laterale dalla sedia a rotelle al WC richiede uno spazio di almeno 100 cm, mentre per l’accesso al lavabo sono necessari 80 cm.
• Corrimani: devono essere presenti punti di appoggio sicuri.
• Campanello per emergenze: indispensabile per richiedere assistenza.
• Serrature e rubinetti: la serratura deve avere una manopola grande senza chiave, mentre i rubinetti devono essere miscelatori a leva facilmente accessibili.
Questi requisiti garantiscono che il locale rispetti le norme in materia di inclusività e accessibilità, come previsto anche dalla Legge 104/1992, che tutela i diritti delle persone con disabilità.
Deroghe per i centri storici
In alcune situazioni, come nei centri storici o in edifici vincolati da un punto di vista architettonico, la normativa può prevedere delle deroghe per l’installazione dei servizi igienici. In tali contesti, i comuni possono autorizzare soluzioni alternative, sempre previa verifica dell’ASL locale e in conformità con le normative vigenti.
Normativa locale e consulenza con l’ASL
Sebbene esistano delle norme nazionali di riferimento, come il Regio Decreto 1265/1934 e il D.M. 236/1989, è fondamentale verificare sempre con il Comune o l’ASL di competenza le specifiche normative locali che possono introdurre variazioni o deroghe. Le regole relative ai servizi igienici variano infatti da Comune a Comune, soprattutto nei casi di ristrutturazioni o aperture di nuovi locali.
Rispettare la normativa vigente non solo permette di evitare sanzioni, ma garantisce anche un servizio adeguato e accessibile a tutti i clienti, migliorando l’esperienza all’interno del locale.
Per ulteriori informazioni, consigliamo di consultare un professionista o le autorità locali competenti per assicurarsi di essere conformi a tutte le leggi in materia.
